PROGRAMMA DEL CORSO:  LE NUOVE TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE
Uso didattico della Lavagna Interattiva Multimediale (LIM)
Impegno 200 ORE
per la formazione del personale della Scuola, DM 05/07/2013 – Dir. 90/03
presentazione
Il progetto LIM proposto da SCUOLA ALTA FORMAZIONE in collaborazione con ELABORANDO srl nasce con l’intento di favorire e potenziare l’innovazione didattica e comunicazionale attraverso l’uso delle tecnologie informatiche.
La Lavagna Interattiva Multimediale, indicata con l’acronimo LIM, è ormai entrata nelle pratiche didattiche delle scuole italiane. La LIM trova impiego in tutte le diverse aree disciplinari e a tutti i livelli scolastici, ma rischia di rimanere uno strumento vuoto, se gli insegnanti non decidono di utilizzarla nel pieno delle sue potenzialità.
Deve crearsi quell’equilibro tra metodologia e tecnologia affinché diventi un valore aggiunto all’insegnamento per integrare:
• la padronanza tecnologica dello strumento
• le risorse didattiche digitali
• i Learning Object all’interno delle proprie lezioni
• la consapevolezza degli obiettivi didattici che si vogliono raggiungere.

Articolazione didattica della proposta formativa: Unità formative (200 ore)

Il piano formativo, è erogato interamente attraverso la piattaforma didattica telematica di ELABORANDO srl, si svilupperà, partendo da una conoscenza teorica dello strumento verso l’acquisizione di quella competenza pratica necessaria per il raggiungimento degli obbiettivi descritti in precedenza. Nella tabella seguente è specificato il percorso didattico suddiviso in tre approcci didattici.

LIM IN CLASSE: I VANTAGGI NELLA DIDATTICA
Per tutte le caratteristiche evidenziate fin ora, e per quelle ancora da esporre, la LIM è stata accolta di buon grado nella scuola.
Studi condotti hanno dimostrato come sia evidente il beneficio che la lavagna interattiva multimediale ha portato nelle scuole dando il via ad una profonda rivoluzione nella pedagogia.
Anche gli insegnanti hanno apprezzato l’apporto vantaggioso che tale strumento ha dato allo svolgere delle loro mansioni, appurando sul campo come l’utilizzo di proiezioni interattive coinvolga lo studente in maniera più profonda, motivandolo e spronandolo ad analizzare e “processare” ogni informazione che su essa viene proiettata.
Scendendo ora nel dettaglio, ecco quali sono i vantaggi effettivi della LIM:
Rende la lezione più vivace e coinvolgente grazie all’interattività e alla condivisione di gruppo che rendono il contenuto più accattivante;
Aumenta l’entusiasmo e la partecipazione della classe diversificando l’insegnamento e personalizzarlo in funzione delle necessità;
Migliora le dinamiche di gruppo favorendo e valorizzando la collaborazione e la cooperazione;
Favorisce l’apprendimento stimolando processi di rielaborazione mentale delle informazioni e dei concetti;
Incrementa l’attenzione degli studenti favorendo di riflesso la memorizzazione e la motivazione allo studio;
Permette l’integrazione di diversi mezzi educativi e l’utilizzo di diversi strumenti didattici (video, immagini ecc)
Permette la manipolazione degli oggetti didattici favorendo l’interazione a 360° con la stimolazione di tutti i canali sensoriali;
Permette al docente di strutturare la propria lezione creando un programma mirato per ciascun allievo;

LO SVILUPPO DELLA LIM E I CORSI DI FORMAZIONE
Tutti questi innegabili vantaggi sono stati fondamentali nello sviluppo della LIM e nell’incremento del suo utilizzo nella didattica.
Basti pensare che le lavagne interattive multimediali installate nelle aule scolastiche, da poche decine di migliaia che erano nel 2001, sono cresciute esponenzialmente passando ad oltre un milione nel 2006, fino ad arrivare ad essere, oggi, lo strumento più utilizzato nelle scuole all’avanguardia.
In parallelo alla crescita dello strumento e allo sviluppo dei software da parte dei centri di ricerca, si è registrato un impatto anche sul versante della formazione del docente.
Saper utilizzare al meglio le lavagne multimediali sembra essere uno degli elementi che contraddistinguono gli insegnanti del domani, ciò ha dato vita a numerosi corsi di formazione sull’utilizzo della LIM che conferiscono attestati spendibili sia nel campo della Pubblica Amministrazione che in Enti Pubblici e Privati, permettendo tra l’altro di conseguire punti utili alle Graduatorie Docenti.

Educazione e ICT, quale rapporto?

Il mondo dell’educazione e quello della tecnologia non hanno mai marciato con gli stessi ritmi. Soltanto negli ultimi anni, per lo meno in Europa, si sta assistendo ad una lenta ma costante introduzione di sistemi tecnologici all’interno della struttura scolastica. Dapprima negli atenei universitari, dove le lezioni di alcuni docenti venivano registrate e messe su cd o in streaming da un server web, in una fase successiva l’utilizzo di strumenti multimediali per simulazioni pratiche di laboratorio o attività simili. All’interno delle scuole superiori, invece, tale fenomeno è cominciato con alcuni anni di ritardo, forse per la minore propensione al cambiamento da parte dei docenti e per motivi organizzativi. Nelle scuole elementari, infine, trovano ampio campo d’utilizzo applicativi educativi che si presentano sotto forma di giochi, che permettono da un lato il raggiungimento di determinati obbiettivi a scelta dell’insegnante, dall’altro l’avvicinamento del bambino alla tecnologia e alla gestione di essa in maniera autonoma. Ricollegandosi quindi alla premessa del capitolo, si verifica come anche il settore della didattica sia un tipico caso in cui le innovazioni, in fase di introduzione, vengono sfruttate soltanto in maniera marginale. a tal proposito, analizza l’evoluzione educativa in relazione ai cambiamenti tecnologici nel campo dell’ICT. Egli identifica innanzitutto 3 tipologie di insegnamento che ogni docente può perseguire, ciascuna delle quali presenta caratteristiche differenti sia dal punto di vista didattico, sia per quanto riguarda l’assetto della classe.

La prima, definita Shallow Learning, ovvero apprendimento superficiale, si basa sulla unidirezionalità delle informazioni: il docente mostra e commenta il materiale didattico e gli studenti, in maniera completamente passiva, hanno il compito di apprendere la conoscenza in modo puramente mnemonico. In un modello di questo tipo il docente ricopre il ruolo di produttore di conoscenza mentre gli studenti quello di consumatori della stessa. Il secondo livello viene chiamato Deep Learning, traducibile con apprendimento profondo e prevede lezioni con un livello di interattività maggiore rispetto alla prima tipologia descritta. Da un apprendimento mnemonico e passivo come quello precedente si passa ad un lavoro di comprensione. Quella che in precedenza era una struttura basata su presentazione di informazioni ora diventa lavoro di gruppo o quantomeno interattivo tra docente e studenti. Il materiale didattico non è composto da una sola tipologia e da un flusso unico di lavoro, ma piuttosto da materiale di diverso tipo, 18 per raggiungere un maggior livello di coinvolgimento dello studente. Un docente che ad esempio volesse, con strumenti tradizionali, mostrare schematicamente la struttura di un sistema complesso avrebbe avuto due alternative: o preparare in anticipo lo schema, fotocopiarlo e distribuirlo oppure crearlo, disegnandolo alla lavagna durante lo svolgimento della lezione. Ciascuna di queste due modalità presenta alcune criticità, la prima il fatto che si tratterebbe così di materiale completamente statico, vulnerabile a possibili sviste in fase di creazione nonché bloccato e non aggiornabile in modo dinamico in base ai feedback raccolti durante l’esposizione in aula dell’argomento, mentre l’altro obbliga il docente a creare da zero uno schema alla lavagna e i discenti ad un lavoro di copia amanuense con conseguente spendio inutile di tempo prezioso. Con l’ausilio della LIM, operazioni di questo tipo risultano notevolmente semplificate e potenti. Si potrebbe ad esempio preparare uno scheletro dello schema che andrà poi dettagliato in classe oppure, modalità molto interessante, il docente potrebbe preparare le entità principali dello schema in una gruppo di risorse, per poi importarle di volta in volta e collegarle alle altre, in modo da creare rapidamente tutto lo schema (possibilmente in maniera logica) sotto gli occhi dello studente. Il terzo ed ultimo livello, chiamato Profound Learning, basa i propri principi sulla collaborazione e sulla conseguente creazione di conoscenza. Happell parla, in questo caso, di “wisdom” ovvero di saggezza, questo per dare risalto ancora maggiore al fatto che il risultato che esce da un lavoro basato su quest’ultimo modello di apprendimento non è una rielaborazione e nemmeno uno studio teorico, ma bensì una conoscenza profonda generata dalla combinazione di un lavoro collaborativo. Il modello prevede infatti un’organizzazione del lavoro di tipo collaborativo quindi lo studente è contemporaneamente consumatore e produttore di conoscenza. Il compito del docente diventa così di controllo e gestione, piuttosto che di semplice produzione di conoscenza. La creazione stessa del materiale avviene durante la lezione, anch’essa in maniera collaborativa.

Attività per favorire l’inclusione con la LIM

L’uso di immagini, di audio e di video consente una differenziazione funzionale che va incontro alle molteplici esigenze del gruppo classe. Il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità d’apprendimento deve svilupparsi però all’interno di un percorso cooperativo. Per questo, i software della LIM facilitano lo svolgimento di attività cooperative in cui il gruppo è pensato come squadra e l’aiuto reciproco è una componente fondamentale per acquisire abilità sociali e di problem solving. La LIM è uno strumento versatile perché da una parte facilita la comprensione del singolo alunno, dall’altra diventa il focus su cui attirare l’attenzione di tutto il gruppo in una dimensione cooperativa. Una mappa concettuale interattiva permette, per esempio, di dare un’idea globale dell’argomento trattato e di spiegarlo con un video o alcune immagini. L’utilizzo di font differenti per lettere simili, o di fogli a righe e quadretti con margini evidenziati può invece permettere a bambini con disturbi di apprendimento, come la dislessia, di seguire la lezione con gli altri. Così, nessuno resta indietro e nessuno deve “rallentare”. Con i caratteri differenziati, i compagni di classe possono infatti imparare meglio la differenza tra lettere simili; grazie ai margini differenziati, possono capire come migliorare la distribuzione degli spazi su un foglio. Inoltre, la possibilità di usare strumenti presenti sul web migliora nettamente le capacità di stimolare interesse nella classe. Basti pensare a una lezione di geografia in cui si sta parlando di una città e grazie a Google Maps si è in grado di percorrerla ed esplorarla virtualmente. Sono solamente alcune delle attività che la LIM permette di svolgere in classe, contribuendo in maniera significativa a una didattica maggiormente inclusiva. Di certo, le sue potenzialità sono ancora tutte da scoprire e l’utilizzo della Lavagna Interattiva Multimediale, più che un’opportunità, è sempre più una necessità per la scuola

Le attività sono erogate in modalità ON LINE in collaborazione con l’ente di formazione professionale Elaborando srl con sede in Vallo della Lucania (SA) giusto titolare di piattaforma WEB per le attività e i contenuti del predetto corso, alla fine del percorso on line il docente/discente effettuerà un test per il superamento dell’esame e la generazione del certificato finale valido per l’aggiornamento delle graduatorie del personale docente e per la formazione del personale della Scuola, DM 05/07/2013 – Dir. 90/03.